Quand’ero piccola

Quand’ero piccola, costruivo e demolivo sogni, speranze e certezze che ritenevo assolute. Pensavo di sapere chi sarei diventata, quali persone sarebbero state mie alleate; contavo su chi, camminando accanto a me per una strada già tracciata, mi avrebbe aiutato a diventare la donna che allora credevo di voler essere.

Poi, arrivano le scelte: gli studi, le prime cotte, le amicizie scolastiche e ho iniziato a costruire e a demolire e, se non ci riuscivo da sola a bloccare i sogni, ci hanno pensato gli adulti a farlo, anche a mia insaputa. Sono arrivati giorni bellissimi e giorni difficili. Rinunce e imposizioni che non avevo previsto e che mi sono sembrate abissali. Delusioni, perdite insormontabili, meraviglie, errori, fallimenti, occasioni non colte che mi apparivano irripetibili.

In tante circostanze ho vagato nella confusione e ho perso l’orientamento per quanti sogni sono andati al vento. È anche sembrato che mi dovessi accontentare, adattare, rassegnare… E invece, una parola, un incontro, una spinta colta al volo, mi hanno fornito la forza per lo scatto per orientare altrove il cammino con energia piano piano ritrovata.

E quell’”altrove” era strano, a volte obbligato; e, anche se con tanta incertezza, mentre lo percorrevo mi sentivo a tratti padrona del mondo, a tratti vittima.

Gli ideali dei 20 anni e la sincerità onesta di crederci fino in fondo, magari senza lo stesso coraggio di combattere per essi, palesandoli poco più che sommessamente, con altrettanta codardia, per non lasciare quella che appariva la comfort zone…

Non potevo immaginare le persone che avrei incontrato, i ruoli che avrei ricoperto, le competenze che avrei costruito giorno dopo giorno, le relazioni che sarebbero diventate fondamentali.

Alcune amicizie si sarebbero perdute lungo il cammino, per poi ritornare, anni dopo, trasformate dal tempo e dalla vita, diverse e forse persino più autentiche.

Non potevo prevedere le stagioni che avrei attraversato, né i cambiamenti che avrebbero riguardato il mio modo di vivere, di vestire, di guardare il mondo. Chili in più o in meno nell’inseguire le mode e le tendenze, gonne corte o lunghe, capelli di colore naturale o schiariti per piacermi di più e poi … fragile e ardimentosa insieme, temeraria o impaurita. E poi, gli esami, sempre ad attendermi ad ogni piccolo o grande traguardo…

È questo che il tempo fa, quando gli permettiamo di attraversarci. Non cancella ciò che siamo stati: lo amplia, lo elabora, lo cesella.

E il tempo mi ha fatto scoprire desideri che non sapevo di avere, possibilità che non avevo contemplato; mi ha insegnato ad amare tipologie di persone che non avrei nemmeno lontanamente creduto di incontrare, tantomeno di conoscere e scegliere.

A una bambina, oggi non direi: “Andrà tutto come speri!” ma la incoraggerei: “Credi in te, non abbandonare la fiducia nel mondo, nonostante ciò che conoscerai. Continua a fare leva sulla dimensione positiva di te e di quanto ti circonda. Quando ti sembrerà di dover abbandonare qualcuno o qualcosa, tieni stretto a te ciò che hai preso e donato ; fanne tesoro per rinnovare speranza e forza quando dovrai cambiare strada e sublima il dolore. Non snaturarti ma credi nella tua capacità di guardarti dentro per costruire autenticità e generosità, umiltà e determinazione. Vai avanti sempre e sii in grado anche di stravolgere un sogno trasformandolo in una realtà più fattibile, più adeguata a te che corrisponda alla preziosità che ti rappresenta… ed anche di più.


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