Non sono tutti uguali

ILo scorso lunedì avevo fissato un appuntamento con un chirurgo ortopedico per fissare la data del mio intervento all’anca. Almeno così credevo in conseguenza di una precedente visita con altro chirurgo che mi aveva prospettato una condizione di tale gravità da tenermi a riposo, niente ginnastica e fissare quanto prima l’intervento “senza pensarci sopra due volte”.

Con questi precedenti, a questa visita di lunedì 13 con il chirurgo che o cercato prendendo informazioni a tappeto, della cui competenza tutti mi avevano detto un gran bene, sono arrivata impaurita e tremante, immaginando lo stesso allarme dell’altra. E, invece….

Basti considerare che dopo un’ora e 15 minuti in cui il prof. si è dedicato a me con la massima calma, semplicità, e attenzione ai miei timori, sarei stata serenamente pronta a farmi operare seduta stante. Una persona adorabile, consapevole di sé ma tanto gentile e cordiale. Una rassicurazione totale, niente fretta, nessuna percezione di gravità, né allarme e con una assertività che infondeva affidamento solo a guardarlo.

Ha chiarito i miei dubbi senza che glieli palesassi, ha spostato tutta la responsabilità sul da farsi da lui a me, rendendomi protagonista responsabile delle scelte che riguardano esclusivamente me stessa.

Tutto sarà da realizzare quando vorrò io e quando sentirò di voler ripristinare la qualità di vita di cui ero in possesso prima della mia artrosi. Avrebbe potuto comunicare gli stessi messaggi in 10 minuti e invece mi ha dato tutto il tempo per fidarmi di lui, di comprendere il dato di realtà senza timori, di sentirmi meglio oggi e prepararmi a quando vorrò stare di nuovo alla grande…

È proprio vero che gli incontri sono importanti! Quante persone vedrà al giorno, alla settimana, al mese, in un anno che avranno il mio stesso problema… eppure, mi ha fatto sentire al centro della sua attenzione per più di un’ora come se fossi l’unica in quella situazione.

Quante volte siamo sbrigativi e frettolosi nel nostro lavoro o, peggio nelle relazioni affettive e sentimentali. Quanti di noi appaiono sfuggenti, intoccabili presi dalla fretta di fare, di andare, di correre come se da quella tappa dipendesse tutto il futuro. E quanto vale invece, fermarsi, sorridere, predisporsi all’ascolto come se la persona che ci sta difronte fosse anche per noi “unica e irripetibile” come è nella realtà. Guardare il volto dell’altro per scoprirne le emozioni ed entrare in un universo infinito in cui ogni dettaglio è una scoperta, è trovarsi dinanzi a qualcosa di in-edito e di in-udito.

Il tempo assume il valore che gli diamo e quell’ora di quel lunedì mi è stata illuminante, rasserenante, ricca di fiducia e di forza della vita.


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