Non accontentarti del “Tutto sommato…”

Qualunque sia la tua condizione di partenza, qualsiasi livello di problematicità abbia raggiunto la tua quotidianità, forse non ti basta il livello di qualità della tua vita, anche se sei soddisfatto di ciò che hai realizzato, sei in salute e sei serena.

Ti ripeti spesso: “Tutto sommato, non posso lamentarmi…”

Il rischio di fermarti all’abbastanza è sempre dietro l’angolo. Ti invito a cercare i picchi di positività, di entusiasmo, di energia per dare veramente alla tua vita ciò che merita, allenati ad andare oltre per cogliere la felicità.

Ce l’hai, l’hai avuta e l’avrai la tua felicità… basta imparare a guardare dal punto giusto ciò che ti accade e quello che ti passa accanto. Può derivare dall’aver risolto una situazione, da una prova di stima di un collega, da una complicità con tuo figlio, dall’esserti sentito utile a qualcuno, dalla sensazione di “stare bene con te stesso”.

Prova a guardare vicino a te e non fermarti al primo sguardo. Nella società liquida, rischiamo di essere impermeabili, di coltivare la dimensione orizzontale con troppi contatti e pochi amici veri, tanti collegamenti e pochi abbracci. Possiamo essere sfuggenti perché siamo sempre da un’altra parte; tante volte risultiamo distratti perché troppo multitasking, da perdere di vista le priorità…

In sostanza, tante volte la ricerca della felicità richiama “Aspettando Godot” di Beckett. Si aspetta che Godot arrivi… Ma che fattezze ha? che occhi, che colori, che passo, che velocità? Stiamo ad attendere con tante aspettative, da dare un volto, un significato, un obiettivo alle nostre richieste al punto che, quando ci passa accanto non lo riconosciamo. Attendiamo sempre…

Non lo riconosciamo e rimaniamo scontenti. Quante volte abbiamo aspirato ad un obiettivo, raggiunto il quale ci siamo detti che saremmo stati felici. E’ accaduto, si è verificato ed abbiamo subito pensato “Non mi aspettavo questo…” E da lì, a cercarne un altro.

Una laurea, momento di grande gioia, può diventare l’inizio di un periodo di disoccupazione; una guarigione per la quale brindare, può aver aumentato la paura di ammalarci; una dieta riuscita con tanti sacrifici, ci fa vivere il timore di riprendere peso; una meta raggiunta più comportare una ulteriore fatica per l’incomprensione degli altri; un qualunque risultato eccezionale può farci pensare alle perdite subite, a quanto ci sia costato…

E’ come se la felicità stesse sempre altrove rispetto a noi. E, dopo averla tanto attesa e inseguita, finiamo per pensare che sia per gli altri, che non ci riguarda personalmente e che, tutto sommato, dobbiamo accontentarci del punto in cui siamo.

Cercala dentro di te, accorcia le distanze; non guardare sempre fuori dalla finestra ciò che hai in casa e rispolvera quel ninnolo che da un pò non notavi più; rinforza la tua capacità di sorridere, di esultare, di inneggiare senza  attendere chissà quale sia l’evento che ti procurerà felicità… Cercarla sempre nei fatti o negli accadimenti che dovranno venire, non ce la procurerà.

La felicità non è qualcosa di irreale che attiene agli illusi; al contrario. Esiste e come! Attribuisci senso positivo a ciò che ti accade, cerca significati che vanno oltre il dato concreto, fai chiarezza con te stesso e nei limiti del possibile, cerca cosa ti manca, andando anche in capo al mondo per trovarlo.

Rinunciare, cercare alibi, prendertela con gli altri, con il tempo o con il governo serve solo a farti rimanere immobile come nell’attesa di Godot con il tempo che passa scandito dalle foglie che cadono o dal sole che ti secca la pelle…

La ricerca delle sensazioni di piacere non è segno del tuo egoismo o di superficialità: tutt’altro! Indica il valore che tu attribuisci alla vita che è talmente grande e importante da non potersi accontentare dell’abbastanza. E’ persino dovere sociale, addirittura impegno educativo mostrare agli altri quanto sei fiero della tua vita, quanto ti dia da fare per esaltare la sua grandezza. Diventerai energia continua che alimenta in te e negli altri l’entusiasmo, la voglia di esserci, il bisogno di essere “parte”.

La ricerca della felicità non risiede nella banalità e non la puoi ingannare confondendola con illusioni. La felicità si sente! E’ viva e ci rende vivi, palpita e ci fa palpitare.

Sei felice perché apprezzi, gioisci, sei fiero di essere come sei, di procurarti ciò che ti accarezza il cuore, di stringerti intorno a chi davvero è importante per te, ad abbracciare chi aspetta che qualcuno lo faccia, a dare significato ad azioni che vanno oltre il risultato conseguito. La felicità non ha un solo volt che devi imparare a riconoscere. Di volta in volta, tra una peripezia e l’altra, una difficoltà e una capriola, attraverso il silenzio, ti troverai a chiudere gli occhi, a riconoscerla e dirti: Che bella storia la mia!


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