Non sempre il silenzio è d’oro

Oggi, in tarda mattinata sono stata al mercato relativamente vicino a dove abito.

C’è di tutto e la verdura è fresca con un prezzo al di sotto di quello del supermercato.

Faccio il mio solito giro e mi fermo per delle belle melanzane. Dinanzi a me un ragazzo, avrà avuto 25-26 anni, che con un sorriso da persona soddisfatta e un entusiasmo di chi crede in ciò che fa spiegava a una delle due venditrici di verdura l’utilizzo di un nuovo POS, più comodo per loro rispetto a quello già in dotazione ai titolari delle vendite al mercato, tra l’altro obbligatorio.

Non c’era nessuno tranne me dinanzi al banco di vendita, quindi il giovane che presentava il prodotto bancario non procurava alcun fastidio o rallentamento del lavoro. La venditrice a cui si è rivolto è stata più o meno corretta, anche se non gentile, rispondendo alla dettagliata presentazione del prodotto che non poteva prendere iniziativa in quanto il responsabile dell’attività commerciale oggi era assente. Il ragazzo ha lasciato un foglio con i contenuti relativi alla sua presentazione indugiando un pò nel chiedere quando sarebbe potuto tornare per trovare il titolare.

A questo punto, è intervenuta la seconda venditrice che in malo modo ha detto al ragazzo di cercare altri clienti e che non avrebbe affatto riferito al padre-titolare alcunché, che era stata già troppo educata a “farlo parlare” fino a quel momento e giù a rivolgergli commenti denigratori sui lavori di vendita (di cui lei è personalmente esempio).

Il ragazzo è andato via.

Ho fatto notare alle due venditrici che lui stava lì per guadagnare la sua giornata di lavoro e che forse avrebbe potuto offrire un prodotto davvero utile ad agevolare l’utilizzo della moneta elettronica che, ripeto, anche al mercato è obbligatoria per consentire un minimo di tracciamento del danaro.

Non soddisfatta delle sue giustificazioni, ho comunque continuato a comprare abbondante quantità di verdura e frutta tanto da riempire l’intero carrello che avevo con me e di più.

Al momento del pagamento, ho chiesto di pagare con moneta elettronica. Come prevedibile, la venditrice mi ha risposto che non potevo perché aveva dimenticato il POS a casa.

Ho ripreso tutta la spesa messa nel carrello e busta dopo busta ho rimesso tutto sul banco.

Mi ha guardato a dir poco perplessa dicendomi: “Che stai facendo? Mi restituisci tutto? E tutta la fatica che ho fatto per servirti, chi me la paga?”

Gentile signorina, mi dispiace ma è mio diritto chiedere di pagare tramite POS e se lei lo lascia a casa non posso pagare, dato che non ho denaro in contante con me. Il tempo che lei ha speso per me, glielo paga la stessa persona che lo pagherà a quel ragazzo, giovane lavoratore, che stava prima qui da lei a fare il suo dovere invece di stare in strada a bighellonare.

Non possiamo fare grandi cose per salvare il mondo ma di certo il silenzio, l’indifferenza, l’ignavia, il “far finta di nulla” hanno il sapore della complicità.

Interrompiamo il silenzio che consente all’arroganza, all’egoismo, alla mancanza di rispetto e di educazione di crescere e moltiplicarsi!


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