Esiste una straordinaria normalità in ciò che accade, nel bene e nel male.
Tutto è imprevisto, se non lo attendi e sai riconoscerlo come nuovo.
Tutto diventa straordinario, se sai vivere la meraviglia del bene.
Tutto passa.
E tutto, continuamente, inizia.
Anche i giorni che sembrano uguali portano novità: piccole, silenziose, a volte scomode. Novità che chiedono di essere riconosciute e affrontate, non evitate. Perché vivere non è vincere sempre, né fermarsi alla superficie delle cose per non perdere affrontandole. Dobbiamo allenarci costantemente ad attraversarle.
Vivere il presente portando con sé una valigia piena della nostra storia personale e di quella collettiva, ci fa ricordare ciò che abbiamo ricevuto, prestato o donato e, allo stesso tempo, ci rende più capaci di progettare obiettivi per un domani che immaginiamo eterno, pur sapendo che nulla lo è davvero.
Per lasciare impronte di significato, viviamo come se nulla avesse una fine… Tracce degne di essere riprese, seguite, trasformate, fino a quando si aprono nuovi incroci in cui tutto torna da scegliere e da inventare.
Non calpestare ciò che ti appartiene!
Tratta bene la tua pelle, dentro e fuori. Specchiati con più tenerezza…
Ciò che hai è il segno di ciò che sei.
Non credere alla sfortuna: spesso serve solo a bloccare la formazione dei sogni.
Se ti capita di doverti fermare, pensa a quando potrai riprendere a camminare. Non a correre. Camminare basta.
Nulla si ripete davvero. Tutto evolve, cambia, prende forme diverse, segue forze differenti e progetti che, col tempo, diventano sempre più adattabili ed elastici…
Non arrenderti.
Anche la realtà che non ti piace, quella che ti avvolge oggi e ti pesa addosso, contiene in sé la forza della vita.
Sei capace di alzarti e muoverti.
Di pensare e sperare.
Di sognare e progettare ciò che è realisticamente accettabile, senza rinunciare al senso.
Hai ancora da seminare.
E tanto da raccogliere che basterebbe per cento vite.
