È arrivato il momento di una nuova voce. C’è un tempo per ogni novità.
Non necessariamente quello giusto in assoluto. Quello giusto per noi.
Ci sono idee che arrivano presto e hanno bisogno di aspettare. Altre che nascono quasi all’improvviso ma scopriamo che le stavamo preparando da tempo.
Per me è stato così anche questa volta.
Da sempre comunico sopratutto attraverso le parole.
Lo faccio nel mio lavoro, negli incontri, nella formazione a gruppi, a coppie, a singoli. Lo faccio anche attraverso questo blog, dove negli anni ho affidato pensieri, esperienze, domande, riflessioni.
Poi è arrivato un primo libro ed è in uscita a breve anche il secondo.
Scriverli ha significato fermare le parole sulla pagina, dare loro un ordine, costruire un percorso che potesse arrivare nelle mani di qualcuno e continuare il suo viaggio senza di me.
Ma amo anche cercare strumenti diversi per comunicare, perché ciascuno possiede una sua forza.
Una frase scritta può essere riletta, una fotografia può fermare un’emozione, una voce può creare vicinanza.
Forse è proprio da qui che è cominciata la nuova avventura.
È nato il mio podcast.
Si chiama Eppure…
Il podcast che prova a guardare la vita da un’altra prospettiva.
“Eppure” è una parola piccola, ma ha una forza straordinaria. Arriva quando una frase sembrava conclusa e la riapre.
Pensavamo che fosse troppo tardi, eppure… Eravamo convinti di non farcela, eppure… Credevamo che quella strada fosse l’unica possibile, eppure…
“Eppure…” non cancella ciò che viene prima. Non nega le difficoltà, le perdite, gli errori, le paure. Aggiunge qualcosa: una possibilità.
Ed è esattamente ciò che vorrei fare con questo podcast. Non dare risposte, non insegnare come si deve vivere, non distribuire ricette per essere felici.
Vorrei riflettere su qualcosa che conosciamo bene — un fallimento, una scelta, un sogno abbandonato, una paura, un cambiamento, una rinuncia — e provare a osservarlo insieme, da un punto di vista un po’ diverso.
Perché qualche volta le cose non possono cambiare ma può cambiare la prospettiva da cui le guardiamo.
In tal caso, può accadere che vediamo possibilità che prima non riuscivamo a immaginare.
Le prime puntate di Eppure… parleranno proprio di questo.
Di sogni che crediamo perduti; del nostro rapporto con la sofferenza e con la felicità; del tempo che trascorriamo aspettando di iniziare a vivere; della ragione e delle emozioni; della paura di fallire; delle scelte che, giorno dopo giorno, contribuiscono a costruire ciò che siamo.
Temi che appartengono da sempre al mio lavoro e alle mie riflessioni, ma che questa volta avranno qualcosa di diverso: la mia voce.
Dopo tante parole scritte, potrò raccontarvele.
Con le pause, le esitazioni, le sfumature, addirittura gli errori di chi registra a braccio, il tono che nessuna pagina scritta riesce completamente a restituire.
Non so dove mi porterà questa nuova esperienza. E, stranamente, questo è proprio ciò che mi piace di più. So però perché ho deciso di cominciarla. Perché continuo a credere che comunicare aiuti a creare ponti.
E che, finché abbiamo qualcosa da raccontare, da ascoltare, da mettere in discussione, possiamo continuare a incontrarci.
Questa volta lo faremo anche attraverso una voce.
La mia.
E, dall’altra parte, spero ci sia la vostra.
Benvenuti a Eppure…
Se vuoi ascoltarmi, le prime 5 puntate sono già disponibili.
Spotify
https://open.spotify.com/show/0344JON5rPp4xDHByDLgFU
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https://podcasts.apple.com/it/podcast/eppure-il-podcast-che-prova-a-guardare-la-vita/id6799979834
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