Da una copertina

Il 30 marzo del 2021 aprivo questo mio blog.
Lo facevo con una copertina che raccontava l’intenzione di dare forma a uno spazio di pensieri, di ascolto, di parole condivise. Non un luogo di risposte, ma più di domande abitate con tatto e rispetto.

Riguardando oggi quella copertina, si presentava come una soglia, una di quelle che si attraversano portando con sé ciò che si è già vissuto ma che lasciano socchiusa la porta alle spalle così da non lasciar uscire nulla ma anche di lasciare entrare una narrazione di futuro pronto a nuove presenze significative.

In questi anni, il blog è stato più che un contenitore di esperienze professionali, studi, letture, incontri. Ogni parola scritta, tra mente ed emozioni, ha raccontato il mio lavoro in alleanza con le persone, le domande ascoltate e formulate, i dubbi capaci di spostare prospettive, soluzioni non immaginabili prima…

Ho scritto tentando di non spiegare ma di sostare nei nodi della vita quotidiana, nelle fragilità che non chiedono di essere rinforzate in fretta, nelle relazioni cui dedicare tempo, cura, responsabilità.

Questo spazio è cresciuto insieme a me.
Ha dato voce a silenzi troppo lunghi. Ha confermato che il benessere, più che una ricerca, rappresenta una scelta, un modo di stare nel mondo.

Oggi, se dovessi riscriverla, non correggerei quella copertina.
La lascerei così com’è, mentre racconta esattamente ciò che doveva raccontare in quel momento. Ma aggiungerei come postilla, piccola e sincera: il cammino continua! Con più strumenti, forse. Con meno certezze assolute. Con più tenerezza. Con una fiducia più solida nel rischio di chi sa tuffarsi nell’infinito valore dell’ignoto, alla scoperta dell’incontro inaspettato, della riflessione condivisa.

Grazie a chi c’è stato, a chi c’è, a chi arriverà.
Il tempo passato non chiude. Apre.


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